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La rivolta dei ragazzini per difendere il compagno più debole
Grazie a voi ragazzi di quella terza media di Catanzaro che siete stati più generosi, più civili, più veri uomini e vere donne della vostra preside. Grazie per aver detto no a uscite, no a gite, no a giornate di orientamento fuorisede se uno dei vostri compagni di classe avesse dovuto, per ordini superiori, rimanere a casa: il compagno più debole, tra l' altro, con «sindrome di Down», non dunque una di quelle disabilità che implicano spostamenti problematici, carrozzina, incapacità di muoversi e camminare.....

Non siete stati soltanto amici e fratelli per lui, ma anche padri e madri perché l' avete protetto, l' avete difeso come solo i migliori genitori sanno fare: senza molti discorsi e con tranquilla, sicura determinazione.
La scena è degna di un grande film, e pare di vederla. La preside entra in classe e, approfittando dell'assenza del ragazzo handicappato, raccomanda alla scolaresca di non mettere al corrente il compagno di future, progettate gite, per evitare problemi alla scuola (l'ultima volta, per imporre la partecipazione - ostacolata dalla stessa dirigente - del figlio down a una giornata di orientamento in un altro istituto della città, i genitori avevano dovuto chiedere l' intervento della polizia); e perché - aggiunge - tanto, lui non capisce......
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